Crans-Montana: quando la sicurezza fallisce. La proposta AIAS per cambiare il modello nei luoghi di intrattenimento
La tragedia avvenuta a Crans-Montana nelle prime ore del 1° gennaio 2026 rappresenta un punto di non ritorno nel dibattito sulla sicurezza nei locali di pubblico spettacolo. Non si è trattato di un evento imprevedibile, ma del risultato di un insieme di fattori noti: utilizzo di dispositivi pirotecnici in ambienti chiusi, materiali altamente combustibili, vie di esodo inadeguate e una gestione emergenziale non allineata ai reali comportamenti delle folle contemporanee.
AIAS – Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza ha analizzato l’evento non con l’obiettivo di ricostruirne la cronaca, ma di individuare le cause sistemiche che continuano a rendere vulnerabile il settore dell’intrattenimento notturno. L’analisi dimostra come tragedie analoghe – da The Station a Colectiv – condividano uno schema ricorrente che non è mai stato realmente superato.
Particolare attenzione viene posta al fattore umano e al mutamento dei comportamenti in emergenza. L’uso pervasivo dello smartphone ha introdotto un nuovo rischio: il cosiddetto Digital Bystander Effect, che porta le persone a filmare l’evento anziché reagire tempestivamente, rallentando l’evacuazione proprio nei minuti decisivi per la sopravvivenza.
Sul piano normativo, AIAS evidenzia le criticità introdotte dal D.L. 159/2025, che consente di posticipare la formazione sulla sicurezza fino a 30 giorni dall’assunzione nel settore turistico. Una flessibilità che, applicata ai locali di pubblico spettacolo, entra in conflitto con il principio di precauzione e non solleva i datori di lavoro dalle responsabilità civili e penali in caso di evento grave.
Da queste considerazioni nasce una Proposta di Azione Immediata, che si articola su tre assi principali:
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il superamento del rinvio della formazione per le attività a rischio medio e alto;
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l’istituzione della figura del Dance Marshall, un presidio umano formato per la gestione della folla e dell’esodo, distinto dagli addetti alla sicurezza tradizionali;
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l’attivazione di percorsi formativi PCTO nelle scuole superiori, per creare un bacino di giovani già qualificati prima dell’ingresso nel mondo del lavoro.
A supporto delle misure tecniche, AIAS propone inoltre la campagna culturale “Mai Più – Un selfie non vale una vita”, volta a contrastare i comportamenti disfunzionali in emergenza e a rafforzare la consapevolezza collettiva nei luoghi di aggregazione.
La sicurezza nei contesti di intrattenimento non può più essere affrontata come un adempimento burocratico. È un ecosistema che richiede competenze, responsabilità condivisa e una profonda revisione culturale. Crans-Montana deve diventare l’ultimo anello di una catena che si interrompe, non l’ennesima conferma di un sistema che non ha imparato dai propri errori.




