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INTELLIGENZA ARTIFICIALE E SALUTE & SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
Aggiornamento normativo & professionale · Marzo 2026
AIAS
«Verso l'Osservatorio sull'adozione di sistemi di IA nel mondo del lavoro», febbraio 2026
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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato a febbraio 2026 un documento strategico di oltre 260 pagine che raccoglie contributi di Ministeri, Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), INAPP, ISTAT, parti sociali, associazioni di categoria e grandi aziende tecnologiche. È la base conoscitiva del neonato Osservatorio nazionale sull'adozione dei sistemi di IA nel mondo del lavoro, istituito dalla Legge n. 132/2025.
Il Capitolo 3 è interamente dedicato all'impatto dell'IA sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Consideriamo con grande attenzione i contenuti del documento, che ci confortano nel nostro impegno, intrapreso da anni, per un'IA sicura e in grado di migliorare la sicurezza sul lavoro. Da questo impegno hanno origine contributi e proposte che desideriamo mettere a disposizione e confrontare con tutti i soggetti istituzionali, anzitutto nell'ambito dell'Osservatorio.
Accanto a tutti gli approfondimenti e alle declinazioni applicative, che hanno grande valore pratico e metodologico, richiamiamo che i professionisti della sicurezza devono operare in un quadro di certezza del diritto, anche in considerazione delle gravi responsabilità e sanzioni connesse all'uso dell'IA negli ambienti di lavoro. Sotto questo profilo, riteniamo utile richiamare la distinzione fra i contributi — di fondamentale importanza — finalizzati ad analizzare e descrivere il dominio tecnico dell'IA applicata alla sicurezza, e le norme cogenti già in vigore, che costituiscono un ecosistema di estrema complessità e non privo di incognite interpretative.
AIAS, in questo contesto non semplice e anche a tutela dei propri iscritti, intende operare in uno spirito di servizio e nella qualità di associazione tecnico-scientifica, mettendo a disposizione i comitati tecnici specialistici di settore e la propria rete giuridica.
Un position paper di AIAS sull'argomento sarà pubblicato a breve
Ecco i contenuti di maggiore rilievo per la professione.
1. L'OSSERVATORIO NAZIONALE SULL'IA NEL LAVORO
La Legge n. 132 del 23 settembre 2025 sull'intelligenza artificiale ha istituito un Osservatorio con il compito di monitorare, analizzare e anticipare l'impatto delle tecnologie di IA su aziende e lavoratori. Il rapporto di febbraio 2026 è la prima raccolta strutturata di dati, analisi e casi applicativi che ne orienterà i lavori e le future politiche pubbliche.
Per i professionisti della salute e sicurezza sul lavoro la rilevanza è immediata: il documento riconosce esplicitamente la sicurezza come uno degli ambiti prioritari di applicazione dell'IA, sia in termini di opportunità di prevenzione che di nuovi rischi da presidiare. Il contributo più specifico è redatto dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e occupa il paragrafo 3.2.
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2. L'IA COME STRUMENTO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Il capitolo INL elenca numerose applicazioni concrete già disponibili o in sviluppo. Le tecniche avanzate di "percezione" intelligente rendono possibile ridurre l'esposizione dei lavoratori ad attività pericolose in diversi contesti industriali.
Robot mobili per ispezione
Navigazione autonoma in zone ad alta temperatura, con vapori tossici o a rischio incendio ed esplosione. Spazi contaminati bonificati con apparecchiature autonome per limitare l'ingresso dei lavoratori in aree insalubri.
Manutenzione predittiva
Sistemi di apprendimento automatico profondo che analizzano rumore e vibrazioni di pompe e compressori producendo previsioni di tassi di guasto, prima che l'avaria si verifichi.
Sicurezza nei cantieri edili
Allarmi di prossimità uomo-macchina, tracciamento di mansioni ad alto rischio, sensori avanzati su caschi e giubbotti. Valutazione ergonomica non invasiva tramite computer vision e biomeccanica.
Rilevamento fatica e vigilanza
Analisi facciale in tempo reale di micro-espressioni e segnali fisiologici correlati alla stanchezza (frequenza di sbattimento delle palpebre, chiusura prolungata degli occhi), con emissione di allarmi sonori ai preposti.
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3. I NUOVI RISCHI INTRODOTTI DALL'IA
Il rapporto è esplicito: l'introduzione di sistemi intelligenti non è priva di rischi. L'INL individua diverse criticità che i professionisti della sicurezza devono conoscere e presidiare.
OPPORTUNITÀ DI PREVENZIONE
- Riduzione esposizione a zone pericolose
- Manutenzione predittiva degli impianti
- Monitoraggio ergonomico continuo
- Rilevamento precoce della fatica
- Formazione interattiva in postazione
- Bonifica di ambienti contaminati
NUOVI RISCHI DA GOVERNARE
- Opacità degli algoritmi di machine learning
- "Punti ciechi" nei sistemi di visione artificiale
- Eccessiva dipendenza dai sistemi automatizzati
- Degradazione delle competenze operative
- Vulnerabilità a cyberattacchi (robot collaborativi)
- Rischi psicosociali da sorveglianza pervasiva
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4. IA, DVR E RESPONSABILITÀ: LA POSIZIONE DEL MINISTERO
Un passaggio di grande rilevanza pratica riguarda l'uso dell'IA nella redazione del Documento di Valutazione dei Rischi. Gli uffici territoriali dell'Ispettorato hanno segnalato al Ministero l'esistenza di annunci pubblicitari di software IA che promettono un "sistema che aggiorna tutto in automatico" e che consentirebbe di essere "sempre pronti alle ispezioni con valutazioni oggettive e difendibili". La risposta istituzionale è netta.
COSA AFFERMA IL RAPPORTO SUI DVR REDATTI CON IA
- Un DVR "che si aggiorna da solo" è contrario al D.Lgs. 81/2008 e può configurarsi come reato
- La Direttiva 89/391/CEE impone al datore di lavoro una gestione dinamica e personale della sicurezza
- L'obbligo di valutazione è in carico a un soggetto umano identificato (art. 17 TUSL), non delegabile
- Le responsabilità penali si attribuiscono a chi esercita il potere "di fatto" (art. 299 TUSL)
- La consultazione con RSPP, medico competente e RLS rimane obbligatoria per legge
- L'IA non può sostituire il processo partecipato di valutazione richiesto dalla normativa vigente
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5. PROFESSIONI AD ALTO RISCHIO FISICO E COMPLEMENTARITÀ CON L'IA
Il Capitolo 3.1, redatto da INAPP con il supporto del Ministero, introduce il C-AIOE (Corrected AI Occupational Exposure Index), uno strumento per misurare il grado di esposizione all'IA di ogni professione italiana, distinguendo tra possibile sostituzione e complementarità tecnologica.
I risultati mostrano una correlazione negativa tra rischio fisico elevato e complementarità all'IA: le professioni con attività altamente manuali e pericolose tendono a essere meno facilmente sostituibili dall'IA. Tuttavia, proprio in questi contesti l'IA può intervenire riducendo concretamente l'esposizione al pericolo. Il rapporto analizza esplicitamente alcune figure professionali:
- Vigili del fuoco — tecnologie di visione artificiale, robotica avanzata e sistemi predittivi potrebbero ridurre l'esposizione a rischi meccanici e ambientali estremi. Il documento cita ad esempio sistemi che prevedono gli incendi attraverso la trasmissione e l'analisi dei dati in tempo reale, mantenendo centrale il ruolo umano nelle decisioni operative.
- Piloti navali, meccanici e attrezzisti navali — professioni con rischio meccanico molto elevato in cui i compiti possono essere supportati da sistemi IA, riducendo il tempo di esposizione alle fasi più pericolose.
- Professioni sanitarie ad alto rischio biologico — tecnici sanitari di laboratorio, infermieri, odontoiatri: il rapporto indica che sistemi IA con maggiore capacità predittiva potrebbero ridurre il tempo dedicato alle attività a contatto diretto con potenziali agenti infettivi, come già avviene con il teleconsulto e il telemonitoraggio.
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6. MONITORAGGIO ALGORITMICO, PRIVACY E SALUTE PSICOSOCIALE
Il rapporto affronta il nodo del monitoraggio algoritmico dei lavoratori e le sue implicazioni sulla salute. I sistemi di IA che raccolgono dati sull'attività lavorativa — posizione, produttività, comportamento — ricadono nell'ambito dell'art. 4 della Legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori).
L'INL ricorda che tali strumenti possono essere impiegati solo per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro o per la tutela del patrimonio aziendale, e solo previa stipula di un accordo sindacale o, in mancanza, di un'autorizzazione dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro. Il comma 3 dell'art. 4 impone inoltre che il lavoratore sia informato delle modalità di raccolta e utilizzo dei dati.
Sul versante della salute psicosociale, il rapporto evidenzia che la sorveglianza pervasiva abilitata dall'IA può avere un impatto negativo sulla salute mentale dei lavoratori: senso di perdita di controllo sul proprio lavoro, stress, percezione di violazione della privacy, e rischio che i dati raccolti vengano usati per premiare, penalizzare o escludere i lavoratori.
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