COMUNICATO STAMPA | AIAS al Ministero del Lavoro: proposte per un’applicazione uniforme dell’Accordo Stato-Regioni 2025
COMUNICATO STAMPA
AIAS al Ministero del Lavoro: proposte per un’applicazione uniforme dell’Accordo Stato-Regioni 2025
L’Associazione ha presentato le principali criticità emerse nel primo anno di applicazione dell’Accordo e indicato possibili interventi su accreditamento, attestati, piattaforme formative e riconoscimento della formazione pregressa.
Roma, 11 giugno 2026
Giovedì 11 giugno AIAS è stata auditata presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale relativamente al tema della formazione e delle novità normative introdotte dall'Accordo Stato Regioni del 2025. Dopo il position paper, che l'associazione ha pubblicato pochi mesi fa, sono state portate, all'attenzione del Ministero alcune proposte volte a superare o, almeno ridurre in parte, alcune criticità emerse nel primo anno di applicazione del nuovo Accordo e che l'associazione sta raccogliendo dai soci attraverso diverse iniziative. La discussione è stata estremamente proficua e franca e, i rappresentanti del Ministero, hanno dimostrato interesse per le proposte dell'associazione.
A rappresentare il Ministero del lavoro erano presenti:
-Avv. Pasquale Staropoli – Responsabile della Struttura Tecnica del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali;
-Prof. Mario Gallo – Esperto del Ministro del Lavoro e delle Politiche del Lavoro;
-Ing. Antonella Milieni – Dirigente INL – Direzione Centrale Generale Coordinamento Vigilanza Lavoro e Sicurezza.
-Ing. Claudia Mancuso - Direzione Generale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Per AIAS:
-Ing. Francesco Santi – Presidente AIAS;
-Dott. Giovanni Taveri – Vice Presidente AIAS;
-Ing. Fabio Rosito – Coordinatore GTS “Formazione” AIAS.
AIAS ha accolto con favore alcuni temi di indirizzo tracciati dall’Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025 (ASR 2025), che nello specifico introduce tre innovazioni di rilievo sistemico:
· la formazione obbligatoria del datore di lavoro;
· il suo riconoscimento come possibile soggetto organizzatore della formazione interna;
· i break formativi distribuiti nel tempo, ancorati al posto di lavoro.
Queste modalità — coerenti con i principi di Vision Zero, con la norma ISO 45001:2018 e con i modelli di Behaviour-Based Safety, TQM, TPM, … - rappresentano un cambio di paradigma atteso e necessario: una formazione integrata nel contesto lavorativo reale, guidata dalla leadership aziendale, continua e meno dipendente da enti formativi esterni. È la strada che le migliori esperienze internazionali e la ricerca scientifica indicano come più efficace per la riduzione concreta degli infortuni.
AIAS riconosce che l’obiettivo di garantire trasparenza e tracciabilità delle attività formative sul territorio è in sé legittimo e condivisibile.
L’obiettivo resta invariato: ottenere un’applicazione uniforme dell’Accordo Stato-Regioni n. 59/CSR del 17 aprile 2025.
Non di meno AIAS ha ritenuto di comunicare ai Dirigenti del Ministero del Lavoro, che esiste una frammentazione strutturale del sistema, che si articola su quattro livelli:
• Accreditamento territorialmente vincolato: i soggetti privati devono accreditarsi separatamente in ogni Regione, con costi e requisiti diversi.
• Proliferazione di sistemi informatici regionali paralleli che replicano funzionalità identiche, incompatibili tra loro.
• Piattaforme regionali chiuse imposte come condizione di accreditamento — in primo luogo la Lombardia (vedi per es. L.R. n. 4/2026)— con barriere all’ingresso per gli operatori nazionali.
• Asimmetria competitiva strutturale tra soggetti accreditati e «altri soggetti» operanti con autocertificazione: in assenza di un registro nazionale, i vincoli di settore e rappresentatività imposti dall’ASR restano non verificabili.
Il punto critico non è il fine perseguito, ma gli strumenti normativi scelti per raggiungerlo: istituendo una piattaforma regionale autonoma e prevedendo sanzioni severe per ogni attestato non generato da tale sistema, la norma rischia di gravare di oneri burocratici sproporzionati proprio quei modelli formativi innovativi — break formativi, formazione on-the-job, formazione diretta del datore di lavoro — che l’ASR 2025 ha introdotto con l’obiettivo di avvicinare la sicurezza al lavoro reale.
La preoccupazione di AIAS non è quella di difendere lo status quo, ma di tutelare un’opportunità concreta di cambiamento qualitativo che non può essere vanificata dalla moltiplicazione di obblighi amministrativi regionali non coordinati. È in questo spirito che si muovono le analisi e le proposte che seguono.
Tanto premesso, le proposte principali che AIAS ha evidenziato in sede di riunione hanno riguardato:
1.L’accreditamento dei soggetti formatori: ottenere che l’accreditamento abbia valore nazionale uniforme, eliminando la necessità di accreditamenti separati in ciascuna Regione e Provincia autonoma.
2.La promozione di un unico sistema nazionale di raccolta, gestione e verifica degli attestati SSL, in sostituzione dei sistemi informatici regionali paralleli sviluppati autonomamente.
3.La garanzia che gli enti nazionali di vigilanza (INL, INAIL, Carabinieri , SPISAL, ecc.) possano verificare gli attestati in modo semplice e uniforme.
4. La definizione di una piattaforma informatica a livello nazionale per impedire che le singole Regioni vadano in ordine sparso determinando differenze tra una Regione e l'altra.
5.La riflessione sui criteri di autorizzazione dei soggetti formatori rientranti nella categoria Altri soggetti della Parte I dell'Accordo.
6.La possibilità, per gli enti accreditati in una Regione, di poter usufruire di processi semplificati per l'accreditamento, fosse anche temporaneo, in altre Regioni.
7.I requisiti del docente per le parti pratiche dei corsi attrezzature;
8.Il riconoscimento della formazione specifica che il lavoratore ha ottenuto nelle sue precedenti esperienze lavorative.
9.La modifica dei requisiti del docente ex D.I. 06/03/2013 per quanto concerne la formazione dei lavoratori di un'azienda.
Nei prossimi giorni, l'Associazione invierà al Ministero un documento con le proposte di modifica esplicitate.
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