Documentazione tecnica

In questa sezione troverai la documentazione tecnica e scientifica prodotta dal nostro Comitato Tecnico Scientifico (CTS) e riservato ad uso esclusivo degli associati, di AIAS Academy e di AIAS Cert.

L'incremento e la diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di vita è tra i principali compiti del CTS e, per questo motivo,  i comitati progettano e realizzano documenti di tipo tecnico (DTO, QNA e DIA) di riferimento (buona prassi e/o linee guida).


Tutti i documenti elaborati vengono mantenuti aggiornati con rigore scientifico e rappresentano il prodotto diretto dell'esperienza operativa dei componenti del CTS maturata "sul campo" e diventando il riferimento contenutistico di AIAS, AIAS Academy ed AIAS Cert.


L'attività di produzione dei documenti è realizzata da una struttura interna composta da circa 60 tra APC, comitati Gruppi Tecnici, Gruppi di progetto e Gruppi di lavoro sotto l'attenta supervisione e secondo le direttive della Coordinatore Tecnico del CTS.



Tipi di pubblicazione

  • DTO – Documenti Tecnici Operativi – è un documento di tipo tecnico realizzato sulla falsa riga di Norme nazionali e internazionali;
  • DIA – Documenti d’Indirizzo Associativo – è un particolare tipo di DTO e rappresenta il pensiero “ufficiale” di AIAS su un particolare argomento tecnico, scientifico e/o normativo.
  • QNA – Quaderni del Networkaias – documenti tecnici-organizzativi di interesse generale.

Documentazione

QNA n°8 v. 2018 – GUIDA OPERATIVA INTEGRATA

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Guida aggiornata alla UNI ISO 45001:2018 sui Sistemi di Gestione
 
la nuova realise della Guida operativa integrata completa l’opera di aggiornamento alle nuove norme con l’introduzione della neonata UNI EN ISO 45001:2018, la prima norma che regolamenta il mondo dei sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro (L’edizione precedente della guida, infatti, era stata adeguata alle norme UNI EN ISO 9001:15 e UNI EN ISO 14001:15).
 
Tale guida è un Manuale di rapida e semplice consultazione per coloro che operano nel suddetto campo, fornendo, oltre che la base teorica, anche una serie di modelli di applicazione pratica e riportabili alle differenti complessità delle organizzazioni, Aziende e Enti pubblici.
 
 
 
Novità della revisione 2018

Aggiornamento della guida alla norme UNI EN ISO 45001 del 2018
Inserimento di nuovi esempi applicativi e allegati derivanti da best Practice di aziende ed di nuove esperienze applicative.
Rilettura critica e conseguente recepimento di segnalazioni che i lettori della precedente versione hanno segnalato.

Intento dell’Opera è quello facilitare i Datori di Lavoro, i Responsabili e gli Addetti al servizio di prevenzione e protezione, i responsabili dei sistemi di gestione all’interno dell’Azienda, i consulenti e gli auditor nella implementazione, nel mantenimento e garanzia di attuazione di un Sistema di Gestione Integrato.
 
 
 
La Guida Operativa si riferisce al:

Sistema di Gestione Salute e Sicurezza sul Lavoro secondo la norma UNI EN ISO 45001:2018,10
Sistema di Gestione Ambientale secondo la norma UNI EN ISO 14001:2015
Regolamento EMAS
Sistema di Gestione della Qualità secondo la norma UNI EN ISO 9001:2015
Modelli Organizzativi di Gestione e Controllo ex D. Lgs. n. 231:01 e s.m.i.

Ciascun capitolo è articolato in monografie composte da una parte procedurale e descrittiva del processo trattato e dagli allegati, con esempi di applicazione pratica operativa e di moduli di registrazione.
 
 
 
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Indice del documento

Premessa
Matrice integrata delle norme 9001, 14001 e 45001
Glossario
Acronimi
Riferimenti
CAP. 01 - Politica integrata qualità, ambiente e sicurezza e riesame della direzione
CAP. 02 - La gestione dei rischi nelle fasi di pianificazione e di operatività
CAP. 03 - Requisiti legislativi e tecnici applicabili
CAP. 04 - Obiettivi, traguardi e programmi di attuazione
CAP. 05 - Risorse, ruoli e responsabilità nei sistemi di gestione
CAP. 06 - Competenza, formazione e consapevolezza
CAP. 07 - Comunicazione, consultazione e partecipazione
CAP. 08 - Gestione documentazione e registrazioni
CAP. 09 - Sorveglianza sanitaria
CAP. 10 - Gestione sostanze e miscele
CAP. 11 - Manutenzione
CAP. 12 - Valutazione e qualificazione dei fornitori
CAP. 13 - Lavori in appalto
CAP. 14 - Gestione cantieri temporanei e mobili
CAP. 15 - Gestione interventi in ambienti a sospetto inquinamento o confinati
CAP. 16 - Gestione emergenze
CAP. 17 - Controllo delle prestazioni, sorveglianza e misurazione
CAP. 18 - Audit, criteri e indirizzi di gestione delle ispezioni sia interne che esterne
CAP. 19 - Incidenti, infortuni e quasi-infortuni
CAP. 20 - Non conformità, azioni correttive e azioni preventive
CAP. 21 - Le ispezioni da parte degli enti di controllo e di vigilanza
CAP. 22 - Modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. 231:01

 
 
 
Dettagli del documento
Autori: A. Foti (Coordinatore), Ceserani R., De Bartolomeis F., Rissotti L., Belloni V., Belloni R., Colombo L., Cozzuto V., Gistri, C., Macinai R., Russo A., Zannoni R.
Dimensioni file: 6.9 MB
Lunghezza: 228 pagine Formato: PDF










































































Documentazione

QNA n°9 | 2017 Ergonomia e Benessere: Regole e norme tecniche del D. Lgs. 81/2008

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il Quaderno n°9 fa parte di un trittico di documenti realizzati dal "CT 3.2 Ergonomia" e dedicati al rapporto tra Ergonomia e Benessere.

QNA 9/2017 ERGONOMIA E BENESSERE: REGOLE TECNICHE E NORME TECNICHE Del D.Lgs. 81/2008
QNA 10/2017 ERGONOMIA E BENESSERE: SOLLEVAMENTO E TRASPORTO AI SENSI Del D. Lgs. 81/2008
QNA 11/2017 ERGONOMIA E BENESSERE: TRAINO e SPINTA del D. Lgs. 81/2008

 
"ERGONOMIA E BENESSERE: REGOLE TECNICHE E NORME TECNICHE DEL D.LGS. 81/2008" ha lo scopo di analizzare la consistenza complessiva del patrimonio di norme che sono incluse nel corpus affidato all'attività della Commissione Tecnica Ergonomia dell’UNI, suddivise in varie Macro-Aree tematiche, e di commentarne brevemente i contenuti.

 

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Indice del documento
 
Capitolo 1 INTRODUZIONE


Generalità e sintesi del documento

contesto e l’approccio della normativa tecnica all'ergonomia

 
Capitolo 2 L’ERGONOMIA, DISCIPLINA TRASVERSALEERGONOMIA, disciplina trasversale


Dall’ergonomia classica all’ergonomia olistica

L’ergonomia nella normativa tecnica volontaria e nella normativa recepita dalla legge.

L’ergonomia come diritto al benessere e al pieno sviluppo della persona: dal D.Lgs. 626/94 al D.Lgs. 81/2008

La cultura ergonomica per la qualità e per il benessere

L'approccio ergonomico alla riduzione della fatica mentale

 
Capitolo 3 LE NORME TECNICHE PUBBLICATE SULL'ERGONOMIA

Progettazione ergonomica
Sicurezza del macchinario
Ergonomia dell’interazione uomo-sistema
Ergonomia elementi di valutazione
Principi generali relativi al carico di lavoro mentale
Antropometria
Dispositivi di protezione individuale
Ergonomia-segnali di pericolo
Ergonomia-manichini computerizzati
Ergonomia-movimentazione manuale
Ergonomia degli ambienti termici
Ergonomia del software
Requisiti ergonomici per il lavoro d’ufficio con VDT o con visualizzatori a pannelli piatti

 
Capitolo 4 elenco delle norme UNI di competenza della commissione tecnica ergonomia in ordine di codice della norma
 
Capitolo 5 Riferimenti tecnici e bibliografici
 
Dettagli del documento
Autori: L. Chiechi (Coordinatore del CT), G. Angelico, G. Caggiano, P. M. Crivelli, P. Frasca, M. Maestri, C. Venturato.
Dimensioni file: 102 KB
Lunghezza: 27 pagine
Formato: PDF








































































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QNA n°10 v. 2017: Ergonomia e Benessere - Sollevamento e trasporto

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il Quaderno n°10 fa parte di un trittico di documenti realizzati dal "CT 3.2 Ergonomia" e dedicati al rapporto tra Ergonomia e Benessere.

QNA 9/2017 ERGONOMIA E BENESSERE: REGOLE TECNICHE E NORME TECNICHE DEL D.LGS. 81/2008
QNA 10/2017 ERGONOMIA E BENESSERE: SOLLEVAMENTO E TRASPORTO AI SENSI DEL D. LGS. 81/2008
QNA 11/2017 ERGONOMIA E BENESSERE: TRAINO e SPINTA del D. LGS. 81/2008

 
"ERGONOMIA E BENESSERE: SOLLEVAMENTO E TRASPORTO AI SENSI DEL D. LGS. 81/2008" consente di identificare i contesti e le condizioni in cui si svolge il lavoro con Movimentazione Manuale di Carichi relativamente alle singole attività di sollevamento e trasporto manuale dei carichi che necessitano di essere valutati.
Il documento è uno strumento applicativo per una rapida identificazione del pericolo al fine di decidere se ad essa debba far seguito una valutazione più approfondita.

 

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Indice del documento
 
Capitolo 1 premessa
 
Capitolo 2 scopo e campo di applicazione
 
Capitolo 3 riferimenti normativi
 
Capitolo 4 termini e definizioni
 
Capitolo 5 usare le domande chiave (key questions) e l’identificazione dei fattori di rischio (quick assessment)


Passo 1 – Procedura per l’applicazione degli standards: le domande chiave

Passo 2 – Valutazione rapida (quick assessment)

 
Capitolo 6 Valutazione di azioni di sollevamento: il metodo della RNLE del NIOSH


Aspetti preliminari della valutazione

Il concetto delle masse di riferimento

Il metodo di valutazione e i fattori considerati

Cenni relativi allo studio dei compiti di sollevamento complessi (compositi, variabili e sequenziali)

Politica

Ruoli, responsabilità e autorità nell'organizzazione

Capitolo 7 Bibliografia essenziale
 
 
Dettagli del documento
Autori: L. Chiechi (Coordinatore del CT), G. Angelico, G. Caggiano, P. M. Crivelli, P. Frasca, M. Maestri, C. Venturato.
Dimensioni file: 1405 MB
Lunghezza: 43 pagine
Formato: PDF
































































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QNA n°11 | 2017 Ergonomia e Benessere - Traino e spinta

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il Quaderno n°10 fa parte di un trittico di documenti realizzati dal "CT 3.2 Ergonomia" e dedicati al rapporto tra Ergonomia e Benessere.

QNA 9/2017 ERGONOMIA E BENESSERE: REGOLE TECNICHE E NORME TECNICHE DEL D.LGS. 81/2008
QNA 10/2017 ERGONOMIA E BENESSERE: SOLLEVAMENTO E TRASPORTO AI SENSI DEL D. LGS. 81/2008
QNA 11/2017 ERGONOMIA E BENESSERE: TRAINO e SPINTA del D. LGS. 81/2008

 
"ERGONOMIA E BENESSERE: TRAINO e SPINTA del D. LGS. 81/2008 " consente di identificare i contesti e le condizioni in cui si svolge il lavoro con Movimentazione Manuale di Carichi relativamente alle attività di trasporto manuale di traino e spinta dei carichi che necessita di essere valutata.
Il documento è uno strumento applicativo per l’identificazione della fonte di rischio al fine di stabilire se ad essa debba far seguito una valutazione più approfondita
.

 

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Indice del documento
 
Capitolo 1 - Premessa
Capitolo 2 Scopo e campo di applicazione
Capitolo 3 Riferimenti normativi
Capitolo 4 Termini e definizioni 
Capitolo 5 Quick assessment


La Norma ISO 11228-2: Traino e Spinta

Trasporto, traino e spinta manuale. Il calcolo dell'indice di esposizione

Criteri interpretativi degli indici espositivi finali

Capitolo 6 Sintesi delle tavole di Snook e Ciriello per azioni di trasporto, traino e spinta
Capitolo 7 Bibliografia essenziale
 
 
Dettagli del documento
Autori: L. Chiechi (Coordinatore del CT), G. Angelico, G. Caggiano, P. M. Crivelli, P. Frasca, M. Maestri, C. Venturato.
Dimensioni file: 937 KB
Lunghezza: 19 pagine
Formato: PDF
















































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QNA n°12 v. 2017 - Tossicologia delle miscele e metodi per la valutazione del rischio

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scopo di questo quaderno è di avere un utile documento di facile consultazione perché EHS Manager, RSPP, ASPP, RLS, MC e tutte le altre figure coinvolte possano affrontare più facilmente le problematiche tossicologiche delle miscele e la loro valutazione del rischio anche sulla base di una esposizione multipla a sostanze chimiche.
Il QNA n° 12 sintetizza le differenti metodologie di valutazione degli effetti tossici seguendo le indicazioni contenute nei recenti regolamenti europei ponendole a confronto con quelle di altre organizzazioni internazionali.
 
 
Principali argomenti trattati nel documento

Possibili meccanismi di azione di una miscela,
Metodologie di valutazione del rischio delle miscele e la proposta di EPA
Schede di sicurezza per le miscele
Differenti approcci per generare informazioni sull’uso sicuro delle miscele

 
 
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Indice del documento

Capitolo 0 Sommario
Capitolo 1 - Introduzione
Capitolo 2 Concetti base: i descrittori di dose in tossicologia (NOAEL e LOAEL, DNEL, DMEL, PNEC e PEC)
Capitolo 3 Definizione di miscela e dei possibili meccanismi di azione di una miscela.
Capitolo 4 Metodologie di valutazione del rischio delle miscele
Capitolo 5 Metodologia proposta dall’EPA
Capitolo 5 Classificazione delle miscele in base al regolamento CLP (Processo di classificazione di una miscela, Limiti di concentrazione, Classificazione delle miscele a partire dai componenti)
Capitolo 6 Schede di sicurezza per le miscele
Capitolo 7 Differenti approcci per generare informazioni sull’uso sicuro delle miscele
Capitolo 8 Metodologia LCID (Workflow per i pericoli per la salute umana e per i pericoli per l’ambiente)
Capitolo 9 Approccio settore specifico (DUCC: Downstrem users of Chemicals Co-ordination group)
Mappe d’uso del settore,  SWEDs, SUMIs
Capitolo 10 Glossario e definizioni
Capitolo 11 Bibliografia essenziale

 
 
Dettagli del documento
Autori: Carlo Sala (Coordinatore) e Elisabetta Barbassa
Dimensioni file: 1.37 MB
Lunghezza: 33 pagine
Formato: PDF













































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QNA n°13 | 2018 DVR INCLUSIVO | GT P06 - DVR

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Pubblicata il nuovo quaderno del networkaias dedicato alla gestione della variabilità umana nella stesura del DVR
 
il QNA 13 si propone come strumento operativo, per favorire una metodologia di approfondimento nella valutazione dei rischi SSL e una corretta applicazione di quanto ci spinge a considerare il D.Lgs. 81/2008: tenendo in gran considerazione la variabilità umana, con le sue differenze (di genere, di età, di etnia ecc.).
 
Il presente documento propone un modo più articolato per gestire la complessità delle azioni umane e il controllo del rischio legato all’uso di ambienti sociofisici, prodotti, sistemi presenti nei luoghi di lavoro, con l’obiettivo di generare benessere (well-being), inclusione sociale, equità e pari opportunità.
 
In particolare questo Quaderno ha lo scopo di guidare nel tener conto, nella valutazione dei rischi SSL:

delle specificità dovute al genere, all’età, alla provenienza, alle diverse abilità proprie dei portatori di handicap fisici o mentali, e alle diverse caratteristiche e sensibilità psicofisiche e/o di educazione e formazione e informazione (e cioè, in generale, nel tener conto della variabilità umana, come detto).
delle diversità e specificità dovute alle varie tipologie contrattuali gestite in azienda (dipendenti, co.co.co, somministrati, alternanza scuola-lavoro, tirocini, lavoratori e lavoratrici autonomi / partite iva e consulenti) o contratti atipici privi di ammortizzatori sociali che possano alleviare la perdita di un impiego.

 
 
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Indice del documento

1 - PREMESSA
1.1 Scopo
1.2 Introduzione e sintesi
1.3 Documenti di riferimento

 

2 - LA DIVERSITY COME VALORE NELLA SOCIETA’ E NELL’ ORGANIZZAZIONE POSTINDUSTRIALE
2.1 Premessa
2.2 Il valore delle diversity nella società e nell’organizzazione postindustriale
2.2.1 La società e l’organizzazione postindustriale
2.2.2 La diversity come metodo
2.2.3 La cultura organizzativa: etica per interesse
2.2.4 Una leva strategica
2.2.5 Solidarietà e soddisfazione
2.2.6 Laboratori di convivenza

 

3 - PROPOSTA PER UNA VALUTAZIONE DEI RISCHI inclusiva
3.1 L’esigenza di partenza: passare da un’indicazione di legge all’espressione di un fattore culturale
3.2 DVR inclusivo. Come farlo? Qualche considerazione, da professionista a professionista, da persona a persona: come esprimere un cambiamento culturale?
3.3 L’importanza di essere onesti con sé stessi
3.4 Istruzioni per l’uso

 

4 - APPENDICE
4.1 Istruzioni per l’uso
4.2 Liste di controllo
4.2.1 Lista di controllo per la raccolta dati e informazioni
4.2.2 Lista di controllo delle informazioni preliminari per la rappresentazione della forza lavoro
4.3 Schede dei fattori di rischio e delle possibili misure di prevenzione e protezione
4.3.1 Scheda 1 - Ambienti – Architettura
4.3.2 Scheda 2 - Vie di esodo
4.3.3 Scheda 3 - Gestione delle emergenze
4.3.4 Scheda 4 – Pavimenti
4.3.5 Scheda 5 – Scale
4.3.6 Scheda 6 - Servizi igienico-assistenziali
4.3.7 Scheda 7 – Scalei e Scale portatili
4.3.8 Scheda 8 - Lavoro in quota
4.3.9 Scheda 9 - Mezzi di trasporto-Guida
4.3.10 Scheda 10 - Macchinari-Attrezzature-Utensili
4.3.11 Scheda 11 - Movimentazione meccanica
4.3.12 Scheda 12 – Postura
4.3.13 Scheda 13 - Movimenti ripetuti
4.3.14 Scheda 14 - Movimentazione manuale dei carichi
4.3.15 Scheda 15 – Rumore
4.3.16 Scheda 16 - Vibrazione meccanica-Intero corpo
4.3.17 Scheda 17 - Vibrazione meccanica-Mano-braccio
4.3.18 Scheda 18 - Radiazioni Ottiche artificiali
4.3.19 Scheda 19 - Campi elettromagnetici
4.3.20 Scheda 20 - Radiazioni UV
4.3.21 Scheda 21 – Microclima
4.3.22 Scheda 22 - Agenti chimici
4.3.23 Scheda 23 - Agenti biologici – Rischio specifico
4.3.24 lavoratrici Scheda 24 - Agenti biologici – Rischio generico
4.3.25 Scheda 25 - Lavoro con videoterminale
4.3.26 Scheda 26 - Orario di lavoro – Turni
4.3.27 Scheda 27 - Lavoro notturno
4.3.28 Scheda 28 - Stress lavoro correlato
4.3.29 Scheda 29 - Tecno Stress lavoro correlato
4.3.30 Scheda 30 - Spazi confinati
4.3.31 Scheda 31 - Lavoro in solitaria
4.3.32 Scheda 32 - Aggressione fisica
4.3.33 Scheda 33 - Aggression verbale
4.3.34 Scheda 34 - Stress vocale
4.3.35 Scheda 35 – Gestione operativa emergenze

 
Dettagli del documento
Autori: G. Palagi (Coordinatore), M. Alvino, G. Angelico, C. Esposito, G. Grassi, L. Rissotti, C. Spampinato.
Dimensioni file: 1.5 MB
Lunghezza: 64 pagine Formato: PDF
































































































Documentazione

QNA n°6 | 2014 La gestione della sicurezza dei campi da calcio nelle strutture ricettive

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Il presente documento ha lo scopo di evidenziare le norme di sicurezza in essere e che regolano il gioco del calcio a livello dilettantistico, escludendo quanto previsto per le gare professionistiche.
Nell'ambito di un’attività ricettiva, turistico alberghiera, può essere necessario, per specifiche richieste pervenute o per constatazione di opportunità, realizzare un luogo da dedicare alla pratica sportiva, nello specifico, un campo da calcio.
Un campo da calcio all'interno di una struttura ricettiva, anche se di modesta rilevanza, richiede una serie di adempimenti formali e sostanziali non eludibili per le responsabilità giuridiche, amministrative, risarcitorie derivanti da azioni od omissioni comportanti inosservanza di leggi e regolamenti o norme di sicurezza dalle quali derivino violazioni colpose o dolose per possibili eventi infortunistici a danno di tutti i frequentatori.
 
 
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Indice del documento

Indice
Premessa
Scopo e campo di applicazione
Indicazioni progettuali di carattere generale
Riferimenti normativi
Termini e definizioni
La valutazione dei rischi
Appendice - riferimenti normativi

 
 
Dettagli del documento
Autori: B. Principe, S. De Paoli
Dimensioni file: 634 KB
Lunghezza: 19 pagine
Formato: PDF































Documentazione

DTO n°41 |01/2016 - Caratteristiche della progettazione e attuazione efficace del processo formativo

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Questo documento è un sintetico manuale e/o una guida alla progettazione e attuazione efficace del processo formativo.
Il DTO riprende:

I concetti relativi al ciclo della formazione, già dettagliati nella UNI ISO 10015:2001 "Gestione per la qualità - linee guida per la formazione".
Aggiorna i requisiti espressi dalla UNI ISO 29990:2011 "Servizi per l’apprendimento relativi all’istruzione e alla formazione non formale - Requisiti di base per i fornitori del servizio".
Aggiorna i requisiti espressi dalla recente legislazione europea e italiana sulla SSL e, con ottica più allargata, all’area di applicazione specialistica della SSL che può definirsi area della prevenzione sostenibile.

 
 
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Indice del documento
0 - Premessa
1  - Scopo e campo di applicazione
2 - Riferimenti normativi
3  - Termini e definizioni
4  - Il quadro culturale e normativo in materia di formazione alla prevenzione sostenibile
4.1 - Obiettivi della formazione alla prevenzione sostenibile
4.2 - Il quadro normativo per la formazione sulla prevenzione SSL
4.3 - La formazione nella normativa SSL
4.3.1 - La formazione dei lavoratori
4.3.2 - La formazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per La Sicurezza
4.3.3 - La formazione dei Responsabili e degli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione
4.3.4 - La formazione del Medico Competente, MC
4.3.5 - La formazione dei Dirigenti e la formazione (integrativa alla prevista per i lavoratori) dei Preposti
4.3.6 - La formazione del Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi
4.3.7 - La formazione dei lavoratori incaricati alla gestione delle emergenze e del Primo Soccorso
5 - Specificità della formazione per la sicurezza
6 - Specificità della formazione in età adulta
7 - Metodologie didattiche
8 - Le fasi del processo formativo
8.1 - Determinazione dei bisogni formativi
8.1.1 - Analisi della domanda
8.1.2 - I bisogni formativi
8.1.3 - Individuo e Organizzazione
8.1.4  -Metodologie per l’ABF
 
 
Dettagli del documento
Autori:G. Angelico (Coordinatore), P Frasca, Paolo Maria Crivelli, Gianpaolo Grassi, Luigi Rissotti
Dimensioni file: 1.123 KB
Lunghezza: 56 pagine
Formato: PDF