Sicurezza e Salute

Attivazione del numero di pubblica utilità “1500 - Estate 2013

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Circolare del Ministero della Salute n. 17091

30-07-2013

Sicurezza dai campi alla tavola, i controlli a tutela della salute pubblica

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Presentati dal Ministro della salute On. Beatrice Lorenzin, giovedì 18 luglio, in conferenza stampa, i risultati dei controlli effettuati in Italia a tutela della salute pubblica nel settore degli alimenti, dei fitofarmaci, della sanità animale.

In particolare sono stati illustrati:



In occasione dell'incontro è stato lanciato il Dossier on line "Il mio frigo", che contiene una serie di informazioni e consigli utili su come conservare gli alimenti in frigorifero, soprattutto in estate.


Sono stati presentati anche opuscoli informativi sul corretto uso degli integratori alimentarie sulla corretta conservazione dei cibi

26-07-2013

Infortuni e malattie professionali, un “modello Inail” per la lettura dei dati

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Individuare un “nucleo di dati” elementari da rendere pubblico, secondo i principi dell’open data, per rappresentare in modo adeguato i fenomeni degli infortuni e delle malattie professionali e fornire così un ulteriore sostegno alla definizione e alla verifica delle politiche di prevenzione e sicurezza sul lavoro. Questo l’obiettivo al centro del progetto di ricerca che ha fornito le basi metodologiche per l’analisi dell’andamento infortunistico nel 2012, esposta nella relazione annuale del presidente dell’Inail, Massimo De Felice.

Diversi itinerari tematici e livelli di approfondimento. La prima fase del progetto, i cui risultati sono raccolti nel primo dei Quaderni di ricerca a cura dell’Istituto, ha riguardato la definizione di un “modello di lettura” dei dati sugli infortuni, raccolti dall’Inail nello svolgimento delle proprie attività istituzionali. Il modello è finalizzato all’analisi quantitativa del fenomeno (numero di infortuni per data di accadimento, per classi degli infortunati e caratteristiche dell’infortunio) e strutturato in “viste”, realizzate con chiavi di selezione e criteri di raggruppamento, rappresentate attraverso 58 tabelle che possono servire a comporre diversi itinerari tematici e a guidare diversi livelli di approfondimento sui dati elementari “aperti”, anche con elaborazioni autonome da parte degli utenti.

Aggiornamenti a cadenza mensile e trimestrale. Il nuovo modello di lettura dei dati fornirà risultati ricavati attraverso due schemi di analisi, che saranno resi pubblici a cadenza mensile e trimestrale. Ogni mese saranno pubblicati i dati relativi alle denunce di infortunio pervenute all’Istituto, col confronto tendenziale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; ogni tre mesi l’analisi degli infortuni offrirà un livello maggiore di dettaglio, con il confronto rispetto alle rilevazioni dell’ultimo quinquennio. Le informazioni utilizzate in questi due schemi, una volta verificato il rispetto delle norme sulla privacy, potranno essere messe a disposizione in conformità con gli standard degli “open data”.

Verso un’authority delle conoscenze per la sicurezza. Per poter rapportare il numero degli infortuni al numero dei lavoratori esposti e al periodo della loro esposizione al rischio, in modo da ricavare un indice di sinistrosità che non sia condizionato dagli andamenti dei livelli di occupazione, l’Inail in questa fase sta arricchendo la propria base informativa in collaborazione con l’Istat. L’auspicio, inoltre, è quello di riuscire a estendere la base dei dati su infortuni e tecnopatie anche alle categorie di lavoratori attualmente non comprese nelle rilevazioni perché non assicurate dall’Inail. È il caso, per esempio, delle forze armate e di polizia, dei vigili del fuoco, del personale di volo, dei liberi professionisti, dei commercianti titolari di impresa individuale e dei giornalisti. Ampliando la banca dati su cui effettuare la propria analisi statistica, l’Istituto potrebbe accreditarsi come “authority delle conoscenze per la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro”, così come prefigurato lo scorso aprile dal Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) nelle sue linee guida per la riorganizzazione.


12-07-2013

Andamento degli infortuni sul lavoro. Presentato il Rapporto annuale Inail 2012

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E’ stato presentato mercoledì 10 luglio 2013, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, il Rapporto annuale Inail sull’andamento degli infortuni e delle malattie professionali nel 2012.

Il Rapporto evidenzia che nel 2012 si sono registrate 745 mila denunce di infortuni pari a circa il 9% in meno rispetto al precedente anno e al 23% in meno rispetto al 2008. Le denunce di infortunio mortale sono state 1.296, di cui 790 risultano essere infortuni “accertati” sul lavoro, con una riduzione di circa il 6% rispetto al 2011 e del 27% rispetto al 2008. Le denunce per malattie professionali sono state circa 47.500 di cui ne è stata riconosciuta la causa professionale al 37% circa.

Ampio spazio viene dedicato nel Rapporto alle azioni strategiche messe in campo dall’Inail, vero e proprio polo della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tra le quali assumono carattere di rilievo il piano di incentivi alle imprese per interventi a favore della salute e sicurezza sul lavoro, i piani nazionali di prevenzione in alcuni settori a rilevante rischio infortunistico, come quello dell’edilizia e dell’agricoltura, e sul tema delle malattie professionali.

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini, nel corso del suo intervento in chiusura dei lavori, ha sottolineato la necessità di effettuare un passaggio che sancisca un diverso approccio culturale alla gestione del rischio. In tal senso operare ai fini della riduzione del rischio significa, oltre a riconoscere il valore del capitale umano impegnato in tali attività, qualificare il rischio nella sua dimensione valutativa con l’obiettivo di concentrare le azioni di intervento e di contrasto al fenomeno infortunistico in quelle aree e settori di attività nei quali i rischi di infortunio risultano essere maggiormente elevati.

 

Il video completo dell’evento è disponibile nella sezione dedicata del sito web della Camera dei Deputati

 

12-07-2013

Check List della SUVA su Saldatura, taglio, brasatura e riscaldo: procedimento a fiamma

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11-07-2013

Opificium News 24 n. 12/2013

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Quindicinale di aggiornamento e approfondimento in materia di ambiente, appalti, edilizia e urbanistica, immobili, sicurezza - A cura della Redazione Edilizia e PA de Il Sole 24 ORE


Argomenti trattati:

  • La valutazione comparativa del rischio
  • Realizzazione di impianti fotovoltaici - Tassazione ai fini Iva e delle imposte indirette
  • Incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica - Novità del D.L. 63/2013
11-07-2013

Requisiti di sicurezza e verifiche dei carrelli industriali

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Fonte: UNI


È stata recentemente pubblicata la norma UNI EN ISO 3691-1 "Carrelli industriali - Requisiti di sicurezza e verifiche - Parte 1: Carrelli industriali motorizzati, esclusi quelli senza conducente, i telescopici e i trasportatori per carichi" rivolta a costruttori, venditori, utilizzatori, verificatori, organismi di controllo dei carrelli industriali motorizzati.
La norma, che sostituisce le precedenti UNI EN 1726-1 e UNI EN 1551, risponde ai requisiti essenziali della direttiva di Nuovo Approccio 2006/42/CE sul macchinario. È una norma di tipo C che, oltre a coprire i requisiti di sicurezza e le verifiche dei carrelli industriali, tratta le funzioni di visibilità, rumore, vibrazioni, requisiti elettrici, compatibilità elettromagnetica, partenza e movimento, frenatura, controllo manuale degli attuatori, sistemi di salita e di inclinazione, posizioni dell'operatore, protezione contro schiacciamento, cesoiamento e intrappolamento, stabilità.

Il valore aggiunto in termini di sicurezza dei carrelli industriali può riassumersi nei seguenti principali requisiti:

  • dispositivi supplementari di sicurezza per freno di stazionamento;
  • dispositivo "uomo presente" anche sui carrelli termici che impedisce la traslazione quando il carrellista abbandona il carrello e relativa estensione al blocco delle funzioni idrauliche del sollevatore e delle attrezzature per i carrelli elettrici e termici;
  • controllo a doppia azione in presenza di attrezzature con possibilità di caduta libera del carico;
  • la misura delle feritoie nella griglia reggi-carico, se presente, non deve superare i 150 mm in una delle due dimensioni;
  • nuove specifiche sulle prestazioni dei dispositivi di trattenimento batterie di trazione per i carrelli elettrici;
  • requisiti supplementari per i freni di stazionamento e di servizio dei carrelli;
  • il sistema di fissaggio delle protezioni fisse – che si prevede possano essere rimosse dall'utilizzatore con rischio di perdita dei fissaggi – deve rimanere sulla protezione o sul carrello;
  • sui carrelli elevatori con operatore a piedi / in piedi ad una estremità, il montante deve essere protetto – per esempio da un riparo trasparente – nel lato di fronte ai comandi operativi;
  • maggiorati i requisiti richiesti dalla ISO 13564-1:2012 Visibilità.


Il requisito veramente innovativo sarà – per i carrelli controbilanciati – la verifica della stabilità laterale in marcia che comporterà la riduzione dei casi di ribaltamento dei carrelli purché condotti da personale formato. Su questo tema è in fase di elaborazione a livello europeo il prEN 16203 per la suddetta verifica.

L'augurio che ci si pone è che con il rispetto delle nuove norme del settore l'indice degli infortuni sul lavoro nel settore della logistica si possa ridurre al minimo, con un conseguente aumento della sicurezza dei lavoratori a salvaguardia della loro salute.


Per una panoramica completa sulle norme che regolano i carrelli industriali – ancora troppo spesso oggetto di infortuni – rimandiamo ad un articolo di Sergio Salin di OM Carrelli Elevatori SpA, presidente della commissione Trasporti Interni UNI e della sottocommissione "Carrelli industriali", che verrà pubblicato sulla rivista U&C-Unificazione&Certificazione.

 

10-07-2013

Verifica impianti e attrezzature

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Fonte: INAIL


La prevenzione attraverso il controllo dell'efficienza delle attrezzature e della rispondenza alle norme di sicurezza. Mettere in sicurezza le attrezzature da lavoro fornite ai propri lavoratori è un obbligo di ogni azienda. Collaudi, verifiche e certificazioni sono attività fondamentali per garantire la sicurezza di impianti, processi, materiali e componenti utilizzati nei luoghi di lavoro. Per ogni attrezzatura, durante il proprio ciclo funzionale, vanno accertati la sicurezza di funzionamento e il corretto utilizzo per l’incolumità dei lavoratori e la salvaguardia dell’ambiente. Secondo le disposizioni dell'art. 71 del Decreto Legislativo 81/08 e s.m.i., l’Inail è titolare della prima verifica periodica dopo la messa in servizio di attrezzature e impianti e può intervenire entro sessanta giorni dalla richiesta del datore di lavoro. I nuovi ambiti di intervento stabiliti dal decreto prevedono infatti la titolarità dell'Inail per la prima delle verifiche periodiche degli impianti ed attrezzature di cui all'all. VII del DLgs 81/08 e delle Aziende Sanitarie Locali per le verifiche successive.


Prima verifica impianti, scopri come fare. Spetta alle aziende richiedere la verifica all’Istituto al fine di garantire la sicurezza delle attrezzature da lavoro utilizzate. É necessario, inoltre, che il datore di lavoro indichi un soggetto privato abilitato dall’Inail a cui affidare la verifica, nel caso in cui l’Istituto non sia in grado di eseguire il controllo entro 60 giorni dalla sua richiesta. Il Decreto Ministeriale 11/4/2011 prevede infatti che i soggetti titolari (Inail e Asl) possano delegare parte dell'attività di verifica a soggetti privati abilitati secondo le modalità dettate dallo stesso decreto. Le verifiche sono sempre onerose e a carico del datore di lavoro, il quale ha anche l'obbligo di conservare e rendere disponibile la documentazione relativa all'impianto.

L'art. 71 del D.L.gs 81/08 prevede i seguenti adempimenti:

  • denuncia di impianto scariche atmosferiche (DPR 462/2001)
  • immatricolazione di apparecchi di sollevamento persone e materiali (DM 11 aprile 2011)
  • immatricolazione di apparecchi a pressione, insiemi semplici e complessi (DM 11 aprile 2011)
  • richiesta di prima verifica periodica (DM 11 aprile 2011) per sollevamento persone e materiali, apparecchi a pressione, insiemi semplici e complessi, impianti termici (all. 7 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.).


Come presentare la richiesta di verifica. I datori di lavoro possono fare richiesta all'Inail per via telematica, accedendo ai Servizi online, o inoltrando la richiesta per posta o con modalità di consegna a mano, indirizzata al dipartimento territoriale di competenza. Analoga procedura può essere attivata per gli adempimenti inerenti la denuncia di impianto di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche, disciplinata dal D.P.R. 462/2001.


(ultimo aggiornamento: giugno 2013)

10-07-2013

Rapporto sulla sicurezza dei prodotti a tutela del consumatore

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Fonte: ministero dello sviluppo economico


ll Rapporto 2012 sul sistema Ue d'informazione rapida (RAPEX) per i prodotti che presentano un rischio grave diversi dagli alimenti, farmaci e dispositivi medici indica un aumento del 26% delle notifiche rispetto al 2011. Tale aumento può essere attribuito ad un’intensificazione degli interventi e delle notifiche da parte delle autorità dei Paesi Ue

09-07-2013

Politica dell'UE in materia di sicurezza e salute sul lavoro

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Consultazione pubblica: partecipa al dibattito e di la tua sul futuro dei posti di lavoro in Europa … collegati ai seguenti link


Join the debate - and have your say on the future of European workplaces

http://www.youtube.com/watch?v=nuxI2oSqdRk&feature=youtu.be

Reden Sie mit - und tragen Sie zur Zukunft europäischer Arbeitsplätze bei

http://www.youtube.com/watch?v=EBVRB-iRMDM&feature=youtu.be

Participa en el debate - y da tu opinión sobre el futuro de los lugares de trabajo

http://www.youtube.com/watch?v=ILlcIxjEEGI&feature=youtu.be

Participez au débat - et donnez votre opinion sur les lieux de travail européens du futur

http://www.youtube.com/watch?v=WxObe3lN79A&feature=youtu.be

09-07-2013

Approvata la Nuova Direttiva Europea sulla Protezione dei Lavoratori dai Campi Elettromagnetici

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ERRATA CORRIGE

 


Segnalazione di refuso nella versione italiana della nuova direttiva europea CAMPI ELETTROMAGNETICI 2013/35/UE

 

Si fa presente che la versione italiana della nuova direttiva europea CAMPI ELETTROMAGNETICI 2013/35/UE Allegato II Tabella A3 contiene un refuso:

 

 

 

 

 

 

 

seconda riga: 10 Hz ≤ f < 25 Hz  il valore attualmente indicato è ora 0,07/f  Vm-1

 

INVECE IL VALORE CORRETTO E':  0,07 Vm-1: IL VALORE 0,07 Vm-1 NON VA DIVISO PER LA  FREQUENZA COME ERRONEAMENTE INDICATO NELLA TABELLA

 


Link alla relativa sezione del PAF: NORMATIVA E LINEE GUIDA Campi Elettromagnetici 

 

 


 

 


Fonte: Portale Agenti Fisici


DIRETTIVA 2013/35/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 giugno 2013 sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (ventesima direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) che ha abrogato la direttiva 2004/40/CE a decorrere dal 29 giugno 2013.

Gli Stati membri dovranno conformarsi alla direttiva entro il primo luglio 2016.

In attesa della opportuna riformulazione del Titolo VIII Capo IV del D.lgvo 81/08, ai fini del recepimento della nuova direttiva, resta valido il principio generale di cui all’art.28 del D.lgvo 81/2008, ribadito relativamente agli agenti fisici all’art.181, che impegna il datore di lavoro alla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza,

inclusi quelli derivanti da esposizioni a campi elettromagnetici, ed all'attuazione delle appropriate misure di tutela, a decorrere dal 1 gennaio 2009 (art. 306).

In questo contesto la presente sessione del portale e i dati contenuti nella banca dati CEM, per quanto suscettibili di perfezionamento ed integrazioni alla luce della nuova Direttiva, rappresentano comunque un riferimento valido ai fini della valutazione del rischio prevista dagli artt.28 e 181 del DLgs.81/2008.

Ai fini della valutazione del rischio, considerato che l'impianto protezionistico delineato dalla nuova direttiva europea 2013/35/UE è in linea con gli orientamenti internazionali maggiormente accreditati (ICNIRP), nelle more del recepimento si ritiene comunque utile riferirsi alla direttiva medesima anche tenuto conto del richiamo alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi di cui all’art.181 del D.lgvo 81/2008.

I cirteri di valutazione del rischio definiti dal documento Coordinamento Tecnico Regioni – Ispesl Prime indicazioni applicative del Decreto legislativo 81/2008, Titolo VIII; Prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione a campi elettromagnetici nei luoghi di lavoro (dicembre 2008), basati sullo standard EN 50499 : “Procedure per la valutazione dell’esposizione dei lavoratori a campi elettromagnetici”, rimangono valevoli negli aspetti metodologici generali, nei criteri di giustificazione dell'esposizione, individuazione degli apparati a rischio, metodiche di zonizzazione, azioni conseguenti la valutazione.

I contenuti del documento sono da considerarsi obsoleti unicamente in relazione ai riferimenti ai livelli di azione per i lavoratori fissati dalla precedente direttiva 2004/40/CE e basati sulle raccomandazioni dell'ICNIRP 1998, che dovranno essere opportunamente aggiornati in accordo con i valori di azione/limite fissati dalla nuova direttiva europea 2013/35/UE.

08-07-2013

Salute e sicurezza sul lavoro: La Commissione avvia una consultazione pubblica sul futuro delle attività dell'UE

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Fonte: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro


La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per conoscere le prospettive e ricevere i contributi del pubblico in seguito ai risultati della valutazione della Strategia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro per il periodo 2007-2012. Tale iniziativa prevedibilmente contribuirà a identificare le sfide attuali e future in tema di salute e sicurezza sul lavoro e le soluzioni per affrontarle. Si invitano tutti i cittadini e le organizzazioni a contribuire alla presente consultazione, che rimarrà aperta dal 31 maggio 2013 al 26 agosto 2013. Sono particolarmente ricercati i contributi dei rappresentanti delle autorità pubbliche degli Stati membri, delle organizzazioni rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro, nonché delle parti interessate e degli esperti in tema di salute e sicurezza sul lavoro.


 

08-07-2013

Rapporto Ispra 2013: mappa stabilimenti a rischio ambientale

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I dati dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale


Fonte: regioni.it

L'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha pubblicato il Rapporto 2013 sugli stabilimenti Rir (Rischio di incidente rilevante).

In Italia, al 31 dicembre 2012, risultano ben 1142 stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR), di cui il 25% circa concentrati in Lombardia; in 4 regioni del nord Italia - Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte – si trova oltre il 50% degli stabilimenti RIR presenti sul territorio nazionale; una consistente presenza si rileva anche in alcune regioni del centro-sud, come Sicilia, Lazio e Campania (ciascuna con poco più del 6%), Toscana (circa 5%), Puglia e Sardegna (circa 4%); la regione con il minor numero di stabilimenti RIR è la Valle d’Aosta con 6 stabilimenti.

Sono circa il 9% per cento i Comuni italiani su cui si trova un impianto industriale ad alto rischio di incidente.

In 40 comuni italiani sono presenti 4 o piu' stabilimenti, distribuiti in 12 regioni e nei quali e' ubicato oltre il 23% degli stabilimenti Rir presenti in

Italia.

Le regioni in cui si trova il maggior numero di questi comuni sono la Lombardia (7), la Sicilia (6) e il Lazio (6).

Riguardo le tipologie piu' diffuse di stabilimenti a rischio di incidente rilevante e la loro distribuzione, la prevalenza e' relativa a stabilimenti chimici e petrolchimici (circa 25%), concentrati in particolare in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, e di depositi di gas liquefatti, essenzialmente Gpl, per una percentuale di circa il 24%. I depositi di Gpl sono diffusi su tutto il territorio nazionale, in particolare nelle regioni meridionali (Campania e Sicilia) ma anche al nord (Lombardia e Veneto), ed in generale presso le aree urbane del territorio nazionale, con punte nelle province di Napoli, Salerno, Brescia, Roma, Bari e Catania.

Risultano ben 1.142 stabilimenti a rischio di incidente rilevante (Rir), di cui il 25% circa concentrati in Lombardia. In 4 regioni del nord Italia - Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte - si trova oltre il 50% degli stabilimenti Rir presenti sul territorio nazionale. Inoltre, una consistente presenza si rileva anche in alcune regioni del centro-sud, come Sicilia, Lazio e Campania (ciascuna con poco piu' del 6%), Toscana (circa 5%), Puglia e Sardegna (circa 4%). La regione con il minor numero di stabilimenti Rir e' la Valle d'Aosta con 6 stabilimenti.

In particolare, il Rapporto analizza il numero, le tipologie di stabilimenti presenti nei vari ambiti territoriali, i Comuni con stabilimenti a rischio, i quantitativi di sostanze e preparati pericolosi presenti, il numero di stabilimenti ubicati entro 100 metri da un corpo idrico superficiale e dalla linea di costa e quantitativi complessivi di sostanze pericolose per l’ambiente detenute, la distribuzione territoriale della pericolosità sismica di sito associata agli stabilimenti. Il tutto, arricchito da oltre 40 tabelle e mappe esplicative.

Analisi per Province:

a livello provinciale, nella quasi totalità delle province italiane è ubicato almeno uno stabilimento con pericolo di incidente rilevante; la distribuzione per province con numero elevato di stabilimenti pericolosi (maggiore o uguale a 20) vede il nord con Milano capofila (69 stab.), seguito da Brescia (45), Ravenna (37), Novara (28), Varese (28), Venezia (26), Torino (24), Vicenza (22), Alessandria (22), Bologna (20). Al centro Roma presenta il maggior numero di stabilimenti (26), seguita da Frosinone (21); al sud ed isole, Napoli la fa da padrone con 33 stabilimenti. Assenti nella sola provincia di Macerata stabilimenti RIR, mentre nelle province di Gorizia, Prato, Pesaro-Urbino, Crotone, Reggio Calabria, Enna e nella provincia regionale sarda dell’Ogliastra è presente solo uno stabilimento. Aree di particolare concentrazione sono state rilevate in corrispondenza dei tradizionali poli di raffinazione e/o petrolchimici, quali Trecate (nel Novarese), Porto Marghera, Ravenna e Ferrara, Gela (CL), Augusta-Priolo-Melilli-Siracusa, Brindisi, Taranto, Porto Torres (SS) e Sarroch (CA).

Rispetto alla precedente edizione del Report (che raffronta i dati tra il 2007 e il 2012), le riduzioni maggiori del numero di stabilimenti RIR si registrano nel centro sud (Lazio, Umbria, Campania, Sicilia, Sardegna), mentre si segnalano incrementi in alcune regioni del nord (Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Liguria).

Tipologie più diffuse di stabilimenti a rischio di incidente rilevante e loro distribuzione:

la prevalenza è degli stabilimenti chimici e/o petrolchimici (circa 25%), concentrati in particolare in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, e di depositi di gas liquefatti, essenzialmente GPL, per una percentuale di circa il 24%. I depositi di GPL sono diffusi su tutto il territorio nazionale, in particolare nelle regioni meridionali (Campania e Sicilia) ma anche al nord (Lombardia e Veneto), ed in generale presso le aree urbane del territorio nazionale, con punte nelle province di Napoli, Salerno, Brescia, Roma, Bari e Catania. L’industria della raffinazione (17 impianti in Italia, ma con alcuni in fase di chiusura o trasformazione in attività di deposito) risulta, invece, piuttosto distribuita sul territorio nazionale, con particolari concentrazioni in Sicilia (5) e in Lombardia (3); analoga osservazione per i depositi di oli minerali, che risultano particolarmente concentrati in prossimità delle grandi aree urbane del Paese e nelle città con importanti porti industriali (Genova, Napoli, ecc.).

Numero di stabilimenti 2004-2006-2010:

Nel Rapporto è riportato anche il numero di stabilimenti, per ciascuna tipologia, relativi agli anni 2004, 2006 e 2010, per valutare gli effetti delle modifiche del campo di applicazione introdotte dai successivi decreti di recepimento nazionale delle Direttive europee. Con l’entrata in vigore del D.lgs.238/05, infatti, si sono verificate variazioni consistenti del numero di stabilimenti assoggettati alla normativa Seveso per alcune specifiche tipologie di attività: in particolare, è aumentato significativamente il numero degli stabilimenti per il trattamento superficiale dei metalli (triplicato nel 2006 ed ulteriormente raddoppiato nel 2010), dei depositi di esplosivi (quasi raddoppiati), degli impianti di trattamento e recupero (più che raddoppiati), degli impianti di lavorazione dei metalli (aumentati del 50%). Si è riscontrata, contestualmente, una marcata flessione del numero dei depositi di oli minerali (passati da 271 nel 2004 a 110 nel 2012) e di quello delle centrali termoelettriche, più che dimezzate dal 2004 al 2010, ma a partire dal 2011 di nuovo in aumento (a causa della nuova classificazione dell’olio combustibile denso utilizzato in alcune di esse).

08-07-2013

Documenti della Commissione consultiva permanente

PUBBLICO
  • Proposte per una strategia nazionale di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali
  • Scheda sintetica dell’andamento degli infortuni e delle malattie professionali
  • Indicazioni ai Comitati regionali di Coordinamento per la definizione della programmazione per l’anno 2013 delle attività di vigilanza ai fini del loro coordinamento
  • Elenco non esaustivo dei provvedimenti di attuazione del d.lgs. n. 81/2008
04-07-2013

Linee di indirizzo per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute

PUBBLICO

Fonte: ministero della salute


In Italia, a partire dal 2004, il Ministero della salute ha avviato una serie di iniziative per la prevenzione dell'impatto delle ondate di calore sulla salute della popolazione. Tra le prime attività, il Ministro ha dato incarico a un ristretto gruppo di esperti, coordinati dalla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria di redigere linee di indirizzo per affrontare in maniera efficace l'emergenza caldo.


Il documento Linee di indirizzo per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, aggiornando le precedenti linee guida, si rivolge alle Istituzioni (Regioni, Province e Comuni), ai medici di medicina generale, ai medici ospedalieri, ed in generale a tutti gli operatori socio-sanitari coinvolti nell'assistenza e nella gestione delle fasce di popolazione a rischio.

Il documento ha le seguenti finalità:


  • sintetizzare le evidenze attualmente disponibili sui fattori di rischio associati al caldo e alle ondate di calore e sugli interventi efficaci per la prevenzione dei relativi effetti
  • fornire raccomandazioni, modelli e strumenti operativi, basati sull'evidenza scientifica, per l'implementazione di piani locali di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute
  • migliorare l'efficienza dei piani locali di prevenzione già esistenti per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute
  • fornire agli operatori sanitari indicazioni aggiornate e basate sull'evidenza per la corretta gestione dei pazienti a rischio durante il periodo estivo.


Il testo è diviso in tre parti:

  • il problema: illustra le evidenze disponibili sull'impatto del caldo sulla salute, in termini di meccanismi fisiopatologici e delle caratteristiche che conferiscono una maggiore suscettibilità agli effetti del caldo
  • la risposta: descrive i principi generali e gli elementi principali di un piano di risposta al caldo (i sistemi di allarme, la comunicazione del rischio, la prevenzione, l'anagrafe dei suscettibili, la sorveglianza sanitaria, gli interventi di prevenzione e la loro valutazione)
  • il contesto: sintetizza il quadro istituzionale e normativo di riferimento e propone, a scopo indicativo, alcune esperienze locali.

 

03-07-2013

Il rischio biologico nel settore della bonifica dei siti contaminati Pubblicazione INAIL

PUBBLICO

L'inquinamento dei suoli e delle falde è rilevante in Italia con i connessi rischi sanitari. Il nuovo contesto legislativo in materia di bonifiche ha importanti ricadute nel settore tecnologico: da interventi che spesso non fanno che trasferire gli inquinanti da una matrice ad un'altra, la domanda di bonifica si sta spostando verso tecnologie, come quelle biologiche, più naturali e meno costose.

La monografia tratta il rischio biologico nelle attività di bonifica che risulta poco considerato e fornisce indicazioni in materia di valutazione e controllo durante le diverse fasi operative.


  • Prodotto: Volume
  • Edizioni INAIL - Maggio 2013
  • Disponibilità: Sì, consultabile anche in rete (pdf 2,50 Mb)
  • Informazioni e richieste: r.dpo@inail.it
24-06-2013

Opificium News 24 n. 11/2013

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Quindicinale di aggiornamento e approfondimento in materia di ambiente, appalti, edilizia e urbanistica, immobili, sicurezza - A cura della Redazione Edilizia e PA de Il Sole 24 ORE


Argomenti trattati:

  • Le procedure standardizzate tra criticità applicative e FAQ
  • Dichiarazioni - le detrazioni del 36% e del 55% nel mod. unico 2013-pf
  • Con il "Piano energetico nazionale" definite le strategie sui consumi
24-06-2013

Articoli pirotecnici. Impianti di produzione e deposito

PUBBLICO

La Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha elaborato e approvato il documento “Articoli pirotecnici. Impianti di produzione e deposito” al fine di verificare la sussistenza di eventuali criticità ed incongruenze tra le previsioni normative contenute nel D.Lgs 81/2008 e s.m.i. e quelle riportate nella normativa specifica di settore, a seguito degli incidenti mortali verificatisi di recente in alcune aziende del settore pirotecnico.

La stesura del documento è stata preceduta da un attento esame della documentazione disponibile in materia, necessario ai fini della corretta individuazione e valutazione degli aspetti critici comuni alle esplosioni degli opifici pirotecnici presi in esame e della evidenziazione delle preoccupanti lacune esistenti nella normativa del settore delle attività pirotecniche.

La Commissione auspica, nella formulazione delle conclusioni, l’adeguamento e la coerenza delle varie normative di sicurezza e prevenzione che regolano questo settore, un più efficace coordinamento delle amministrazioni competenti in materia e la necessità di dedicare, nell’ambito delle attività formative specifiche, maggiore attenzione alle indicazioni relative ai rischi specifici derivanti dall’utilizzo delle sostanze pericolose.

21-06-2013

OiRA (strumento di valutazione interattiva dei rischi online): la valutazione dei rischi non è più un problema

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20-06-2013

Valorizzazione degli accordi sindacali, codici di condotta ed etici. Pubblicate nuove istanze di valorizzazione

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Fonte: Ministero del lavoro


Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n.81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ha assegnato alla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, ai sensi dell’articolo 6, comma 8, lett. h), il compito di valorizzare gli accordi sindacali, i codici di condotta ed etici che, adottati volontariamente, orientino i comportamenti dei datori di lavoro, dei lavoratori e di tutti i soggetti interessati, al fine di contribuire al miglioramento dei livelli di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nella seduta del 29 maggio 2013, la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha espresso parere favorevole in relazione alle istanze di valorizzazione dei codici di condotta ed etici presentate rispettivamente dal Gruppo Data Medica e dalla Unione Nazionale Industria Conciaria (UNIC).

Nell'area “Commissione consultiva permanente” sono pubblicati e resi disponibili per la consultazione gli accordi sindacali, i codici di condotta ed etici fino ad oggi valorizzati, anche con l’obiettivo di favorire, nel tempo, l’implementazione dell’area dedicata, attraverso l’acquisizione e la pubblicazione di ulteriori accordi sindacali, codici di condotta ed etici ex art.6, comma 8, lett. h) del d.lgs. n.81/2008 e s.m.i.

19-06-2013
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